Home Anno 15 N 56 Pag. 10 Maggio 2006 Erica Borio


Erica Borio
 ATTUALITA' 

BALLO IN MASCHERA

Considerazioni sul'opera di G. Verdi

Da poco il teatro Carlo Felice ha proposto l'opera lirica " Un ballo in maschera " di Giuseppe Verdi: apparentemente è una storia lineare ( due amici, una donna fra loro a dividerli, una congiura di palazzo, la cronaca di una morte annunciata ), del tipo che piacevano nell'800 e come oggi ce le presentano le telenovele.
Del resto ad una analisi prettamente statistica delle opere liriche si deduce che i compositori mettono in scena le tragedie umane quali stupri incesti rapimenti......
Vorrei esporre alcune riflessioni per cercare di andare oltre la commedia degli inganni e dei travestimenti e arrivare a fare un po' di luce su alcune tematiche psichiche dolorose e tutt'ora presenti quanto frequenti.
Sulla sessualità non si finisce di parlare perchè è un argomento che suscita ansia, perchè è una sfera delicata, perchè i percorsi che portano ad una adultità sana e consapevole possono deviare dalla retta via molto facilmente e prendere strade appunto pervertite, generando livelli di angoscia e di sofferenza tanto inesprimibili quanto agiti; nonstante si provi imbarazzo e voglia di risatine è doveroso ricordare che la sessualità è solo un aspetto del nostro essere e come siamo così amiamo.
Un altro mito da sfatare è che la sessualità sia una prerogativa adolescenziale.
L'opera in questione è tutta una mascherata a sottolineare la parvenza di gioiosa normalità dietro cui ci nascondiamo con abitudinaria facilità. Dietro alle feste a cui assistiamo durante l'esecuzione io vedo almeno due perversioni, parola terribile che sgomenta.....
Perverso è un atteggiamento quando diventa l'unico possibile per una persona, è una sorta di stop, di incastro mentale che induce un solo modo di fare una cosa di sentire i rapporti; è una ripetizione meccanica, è un gesto che diventa stereotipato ed esasperato.
Nell'ambito prettamente sessuale è una oggettivazione sì dell'Altro ma ahimè anche del proprio Sè.
Là dove l'aggressività si lega alla sessualità che non è più un dono, là dove il corpo è venduto esibito o umiliato anzichè amato e rispettato, là dove non c'è reciprocità di sentimenti e di intenti ma violenza e menzogna, là dove la sessualità è usata, paradossalmente, freneticamente proprio per difendersi da relazioni vere e profonde, là troviamo alcune delle più tristemente famose perversioni sessuali. Quando Eros non è più al servizio dell'amore ma di Thanatos capita di tutto.
Nell'opera, per una serie di equivoci, una moglie ed un marito, velati, si ritrovano in un cimitero dove vengono costretti a smascherarsi dalle guardie.
Tutti - protagonisti e spettatori - sorridono maliziosamente poichè ognuno crede di cogliere nella coppia matura una ricerca volta al rinnovamento della passione con situazioni " forti " come appunto può essere quella di avere un rapporto sessuale in un cimitero a mezzanotte.
Tuttavia non è meno " perverso " frequentare maghe, streghe, fattucchiere con la fantasia onnipotente di potere, con denaro o intrugli d'erbe, manipolare il futuro, pilotare innamoramenti, ottenere con la magia cambiamenti che possono e devono essere raggiunti con progettazioni lavori e fatiche. Credere o cedere al fascino del " tutto e subito " equivale, per un adulto, all'essere rimasto fermo a modi di funzionare infantili e dunque significa che tra corpo, che è andato avanti, e mente si è creata una notevole spaccatura.
Amelia, la protagonista femminile di questo melodramma e Riccardo, suo aspirante amante, si rivolgono ad Ulrica - una indovina - per far innamorare qualcuno, ma in realtà è l'intera città a consultarla continuamente; non sorridiamo di questo comportamento che non è morto con la fine del 1800 !
Agendo così si perdono il senso della conquista, il piacere del corteggiamento, l'acuirsi della sensibilità verso l'oggetto d'amore, la gioia della scoperta della corrispondenza....... e si rischia di instaurare ( se capita ovviamente ) un rapporto già segnato da una certa sete di dominio e di controllo; si mette anche in gioco la possibilità di essere sinceri, di potersi raccontare tutto perchè si crea un buco nero che nessuno confessa.
Brevemente la trama: nella casa del governatore di Boston, Riccardo, sudditi fedeli gli augurano ogni bene mentre certi mal contenti esprimono il loro odio e il proponimento di cercare vendetta.
Il paggio mostra la lista degli invitati ad un ballo in maschera; il che risveglia il desiderio di vedere la donna di cui è innamorato, Amelia, moglie del suo segretario Renato.
Egli vuole offrire al signore l'elenco dei nomi dei cospiratori. Il primo giudice chiede che l'indovina Ulrica venga bandita dalla città ma il paggio prende le sue difese lodando la sua abilità nelle faccende di cuore.
Tutti, travestiti, si recano da lei. Con uno stratagemma Riccardo fa aumentare il prestigio dell'indovina. Arriva nell'antro anche un servo di Amelia e il governatore ne approfitta per ascoltare non visto; scopre così che anche la donna lo ama segretamente.
Ulrica tuttavia vaticina la sua morte per mano di un amico.
Amelia deve recarsi al cimitero a raccogliere alcune erbe; ci va e trova Riccardo che l'attende.
Confessato il reciproco sentimento vengono colti dal marito e dalle guardie.
Renato invita i cospiratori a casa sua e tutti accettano ridendo ancora al pensiero dello scandalo che scoppierà in città.
In casa il segretario vuole uccidere Amelia poi decide che chi deve essere punito per la grave colpa è Riccardo, per cui si allea con i nemici del governatore decidendo anche chi fra loro dovrà pugnalarlo.
Amelia capisce cosa sta succedendo e tenta invano di avvertirlo.
Nel salone dove è radunata una folla di invitati si consuma la tragedia:
Renato uccide Riccardo. Ha tuttavia il tempo di pentirsi delle conseguenze della sua vendetta.
Il duetto Amelia/Riccardo è per Massimo Mila un autentico gioiello : Riccardo canta un mirabile assalto tenorile anelante ed appassionato; gli risponde una voce vacillante di soprano; c'è come un urto di due melodie quella maschile lambisce, circuisce ed incalza quella femminile fino ad una progressiva totale compenetrazione.
Il recitativo di Riccardo ha le note punteggiate da secchi accordi che volano verso il si bemolle acuto.
All'inizio la voce del soprano ha frasi brevi rotte ma il senso della melodia preannuncia già la sua disfatta, integra quella del tenore e diventa sua; l'ultima resistenza di Amelia è già voluttuosa.......


Erica Borio


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