Home Anno 15 N 56 Pag. 8 Maggio 2006 Massimo Cipolla


Massimo Cipolla
 ATTUALITA' 

I LIBERATORI DI LIBRI: LA COMUNITA' DEL BOOKCROSSING

Contributi degli amici bookcorsari

Vi potrebbe capitare uno di questi giorni, sedendovi sulla panchina di un giardino pubblico, sostando in una sala d'aspetto, o entrando nello scom-partimento di un treno, di ritrovare, come lasciato lì per caso, un libro.
I luoghi potrebbero essere altri, ma il volume ha in genere la caratteristica di essere in buon ordine, pulito, sicuramente già consultato, e munito di un'etichetta con il disegnino di un libro che corre.
E' un libro bookcrosser. Raccogliendolo e sfogliandolo, come accaduto a me un paio di anni fa, poco distante dal centralissimo Palazzo Ducale, si riconosce un talloncino con istruzioni e spiegazioni, e in fondo l'indirizzo di un sito internet ed un numero seriale d'identificazione.
Siamo entrati in contatto con la più nutrita comunità internazionale di scambio libri senza fini di lucro, attualmente circa 450.000 membri, virtualmente costituitasi negli USA nel Marzo 2001, e poi rapidamente espansasi in tutto il mondo, Canada ed Europa in testa.
I riferimenti son rintracciabili in rete sul sito principale a questo indirizzo:
www.bookcrossing.com, e sui siti nazionali che vi afferiscono.
I bookcrossers sono persone di tutte le età, estrazioni e nazionalità che hanno la passione di leggere e "liberare" libri per il mondo facendo sì che vengano a loro volta letti.
Romanzi, saggi, manuali, novità, classici e a volte perfino fumetti.
Una procedura, per chi ha tempo, di registrazione del libro ritrovato sul sito che, a volte, si riesce a seguire nel suo girovagare per il mondo, cogliendo i commenti dei lettori, e scoprendo che il nostro libro, partito dalla stazione centrale di Milano è passato per una buona decina di mani, adesso sta girovagando per l'Irlanda.
Le diverse migliaia di bookcrossers italiani, che a volte si autodefiniscono Bookcorsari, hanno strutturato un loro forum virtuale, un sistema di messaggistica, ed a volte, sicuramente nelle città più grandi, si sono anche incontrati di persona.
Ma quale può essere la logica che porta a rimettere (poco) tempo, e se si contribuisce con propri libri, denaro, solo per il gusto di diffondere la cultura del leggere?
Scopriamolo attraverso il dialogo di una bimba, F., che pone delle domande, a volte un poco spiazzanti perchè provenienti da un angolatura assolutamente imprevista a suo padre.
Il dialogo sfiora appena il tema centrale della lettura, ma va immediatamente a cozzare contro argomenti quali la proprietà, intellettuale e non, ed il mercato.
Dialogo sui libri liberi
F_Papino, ma fare bookcrossing è legale?
P_In che senso? certo che è legale, ci mancherebbe! Principalmente è un bel modo per accostarsi ad autori che spontaneamente, con i soliti sistemi, non avresti conosciuto e quindi pensato di leggere.
F_No, volevo dire che non è che è come scaricare musica gratis da internet?
P_Cioè?
F_Dalla rete tu volendo scarichi una canzone senza pagare niente, neanche a chi l'ha creata.
P_In effetti il libro viene letto, nel bookcrossing, gratuitamente ma originariamente è stato comperato da qualcuno, che anzi ha pagato ed ha poi donato il libro agli altri lettori futuri, condividendo così qualcosa che altrimenti sarebbe rimasta egoisticamente ad una sola persona.
F_Ma anche il disco che i ragazzi condividono e fanno poi scaricare, all'inizio è stato sicuramente comperato da qualcuno.
P_E' vero.
F_Solo che poi in mille lo ascoltano, ma il musicista ne ha venduto uno solo.
P_Non avevo mai visto la cosa in questo modo.
F_Lo scrittore riceve il ricavato della vendita di molti meno libri del previsto.
P_Allora secondo te le biblioteche che i libri li prestano si comportano nello stesso modo?
F_Le biblioteche in genere sono pubbliche, inoltre il meccanismo rende la cosa molto più lenta, e poi il libro lo devi restituire in tempi certi. A me la biblioteca della scuola ha richiamato perchè avevo tenuto un libro qualche giorno in più, e rischiavo pure che non mi rifacessero la tessera.
P_Quindi non saremmo Bookcorsari ma Bookpirati.
F_Forse...
P_Penso sia una questione di punti di vista, secondo me la questione è che l'informazione la cultura, le idee devono circolare anche se al "proprietario" potrebbe apparentemente e inizialmente convenire il contrario. I bookcrossers attivi sono in genere dei consumatori di libri, maggiori della media della popolazione.
F_Ma non è che se uno è un mangione può permettersi di rubare le mele dal cestino del fruttivendolo perchè tanto poi dopo gliene compra tante.
P_Il principio pare giusto, ma stai a sentire, c'è una vecchia canzone inglese che recita circa così:
Se un penny tu mi dai, Ed un penny io ti do, Con un penny resteremo per ciascuno.
Ma se un'idea tu mi dai, Ed un'idea io ti do, Con due idee per ciascuno resteremo.
In effetti forse è un po' presto per spiegarti cose che i grandi definiscono "ideologiche", ma si possono avere opinioni diverse al riguardo.
F_Guarda che non sono poi così piccola, ho undici anni. E anche qualcosa di più.
P_Va bene. E' diverso tempo che si discute di proprietà intellettuale, di cosa si possa brevettare e cosa no, e di cosa si possano chiedere i diritti d'autore. Si era cominciato con le invenzioni pratiche, si è continuato poi con la musica, ma ai tempi i copisti la scrivevano a mano, la stampa non era ancora arrivata a tanto. Siamo andati avanti con i testi eccetera.
Oggi discutiamo di conflitto tra i diritti economici di chi ha finanziato la ricerca di nuovi farmaci e diritto dei popoli che non possono permetterseli, di essere salvati da terribili epidemie, evitando il pagamento di tali diritti.
F_Continua, Robin Hood.
P_Prendi in giro?
F_E' che la cosa sta diventando terribilmente più complicata del previsto, e io ho solo undici anni.
P_Quando ti conviene!
F_Dimmi ancora qualcosa, ma poi torniamo ai libri.
P_E tanto per finire, anni fa, si è anche parlato di brevettare i geni, sì, anche i nostri, quelli fatti di DNA, da parte di chi li avesse sequenziati, cioè decifrati e scritti poi da parte in bell'ordine, magari con pur nobile scopo di curare gravi malattie ereditarie.
F_I miei geni sono miei, e non li tocca nessuno!
P_Qui la faccenda se affrontata rischia di diventare molto complicata, ne parliamo un'altra volta.
F_Insomma, a Sandokan ed ai tigrotti della Malesia non è andato un solo soldo dei libri che ha venduto Salgari?
P_In effetti non vedo direttamente il nesso, chissà che rotelline questi discorsi ti hanno fatto girare, ma è proprio, esattamente così, a parte che in fattispecie Emilio Salgari è rimasto in miseria, i soldi li ha fatti l'editore, e le tigri del Borneo comunque se le era inventate, anche se molto bene.
F_Sarà, me se io dovessi campare vendendo i miei libri non mi piacerebbe in ogni caso venderne meno.
P_Allora ti racconto questa. Qualche domenica fa passeggiavo per InEdita, un salone genovese dell'editoria, guardando qua e là, e a volte anche un poco a naso all'aria, quando mi sento tirare una manica:
"ciao, che piacere reincontrarti, sarà un secolo, che fai, che combini? dove eri finito?" "Ciao Petra, sto dando un'occhiata qui, anche tu vero?" Niente di tutto questo; Petra, una mia vecchia compagna di giochi, era alla fiera in veste di novella scrittrice.
Di punto in bianco, anche avendone sempre avuto il pallino, dopo qualche racconto pubblicato su riviste, si era lanciata con un romanzo breve e lo stava promuovendo. Dopo gli immancabili travasi di racconti di anni passati, le acquisto una copia, che ovviamente mi dedica, e in capo a qualche giorno me lo leggo. Bello e particolare. Lo voglio far conoscere al gruppo dei bookcrossers, e vorrei liberarlo, all'inizio tra di noi come spesso capita, e poi nel mondo. Non posso certo usare per il mio, c'è la dedica!
Quindi mi sforzo, e ne acquisto un'altra copia, che quindi fa la solita strada. Alla fine di questo libro ne avremo parlato, discusso, e so già ed in anticipo tra noi chi lo comprerà per tenerselo, perchè i libri vanno anche tenuti, non solo liberati. Scriveremo delle brevi recensioni che verranno lette da pochi, ma in tutto il globo. Magari conterà poco, ma se il libro vale farà tanta strada, e potrebbe anche finire tra le mani giuste. Non è certo la recensione di un critico famoso su un quotidiano nazionale, ma credo che questo sia il cammino giusto.
F_Va bene, mi hai convinto, anche se l'hai fatta troppo lunga, qui bastava dire che tutto nasce dalle piccole cose. Noi bambini però dobbiamo essere indulgenti con voi grandi.
P_Questa l'ho già sentita.
F_Già. Il Piccolo principe.
P_Mah, può darsi che io sia un po'come i grandi. Devo essere invecchiato.
F_Ma allora tu mi copi! Lo hai letto anche tu.
P_Ok pari. Alla fine comunque sono sicuro che ci siamo insegnati un sacco di cose a vicenda, semmai di genetica e di bioetica ne parleremo un'altra volta.

Massimo Cipolla, Bookcorsaro


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