Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Marzo 2000 Pag. 11 Mario Quaglia

Mario Quaglia

 SCHEDE 

LO SPIRITO DELLO SCIAME

Quando "le parti" di un un insieme, in grado ciascuna di decidere per sè, si correlano e si scambiano informazioni, all'interno delle loro interconnessioni avviene sempre qualcosa di straordinario: l'insieme acquisisce un comportamento che trascende i singoli individui e "i giocatori" magicamente diventano una "squadra".

Se nei pomeriggi d'estate, caldi e senza vento, vi recate in campagna e vi soffermate ai bordi di uno stagno, potrete assistere a quello che alcuni definiscono: la danza d'amore e morte delle Effimere.
L'Effimera è un insetto per certi versi simile al moscerino: più piccolo e primitivo. Nasce e muore nell'arco di un solo pomeriggio d'estate e trascorre le poche ore di vita che gli sono concesse riunendosi con i suoi simili in nuvolette brulicanti che pulsano sospinte dalla brezza del pomeriggio all'ombra delle latifoglie.
I maschi di questa specie nascono senza lo stomaco perché non avranno tempo per mangiare, di imparare poi non se ne parla nemmeno. Tutto quello che devono sapere lo sanno e dedicheranno tutto il loro tempo e le loro energie per realizzare lo scopo per cui sono nati: trovare una femmina con la quale accoppiarsi, il primo e l'ultimo accoppiamento della loro vita, e poi morire.
Gli etologi ci spiegano che la danza serve per favorire l'accoppiamento ma le Effimere questo non lo sanno. Quello che noi vediamo consumarsi all'interno della nuvoletta è tutta la loro vita fatta di tribolazioni, tentativi, successi ed insuccessi ed alla fine di parate nuziali premiate, solo nei casi più favorevoli, dall'estasi della riproduzione; quell'estasi che, con un felice gioco di parole, un mio amico definiva: "il premio di riproduzione concesso all'individuo dalla specie".
Ma cosa succede veramente nella nuvoletta?
Quali sono le forze, le pulsioni e le dinamiche che amministrano la nuvola e la tengono insieme?
Non sono mai riuscito a vedere come si formi la nuvoletta, ma posso immaginare che esista, nell' Effimera appena nata, una sorta di irresistibile pulsione a riunirsi alle altre e che ciò sia sufficiente a formare il primo nucleo, rapidamente rimpinguato dai nuovi arrivi.
Naturalmente le Effimere non conoscono il pericolo che per loro rappresenta il mancare all'appuntamento con la nuvoletta, non sanno che ciò le condannerà ad un'inutile morte privandole dell'unica chance a loro disposizione, anzi non hanno coscienza proprio di nulla. I loro pochi neuroni contengono solo le informazioni necessarie a trovare la nuvoletta, cercare nella nuvola una posizione favorevole, tentare di riprodursi e morire. Con questo sfondo è chiaro che non siamo autorizzati a proiettare sulle Effimere alcun tipo di comportamento psicologico ma possiamo cercare di spiegare, utilizzando meccanismi semplici, cosa succede, come è organizzata e come riesce la nuvoletta a mantenersi stabile e, una volta formatasi, a non disperdersi rapidamente.
Se esaminiamo la nuvola delle Effimere osserviamo che essa può essere divisa grossolanamente in due parti: un caotico cuore centrale all'interno del quale gli insetti si muovono freneticamente seguendo traiettorie complesse e per noi assolutamente imperscrutabili, ed un'area periferica caratterizzata da due fattori:
il primo è che gli insetti risultano in essa, man mano che si procede verso l'esterno, gradatamente sempre più radi; il secondo è che tra quelli più periferici risultano evidenti delle traiettorie a rientrare, comuni e ricorrenti, come se le Effimere fortuitamente finite ai bordi della nuvoletta si accorgessero di essersi troppo allontanate dal gruppo delle altre.
Ora se noi accettiamo:
1) che lo scopo del frenetico brulicare centrale sia quello di trovare un partner per l'accoppiamento
2) che la distribuzione dei maschi e delle femmine sia uniforme (e non vediamo perché non dovrebbe essere così)
dovremmo concludere che le Effimere (maschio e femmina) che si trovano ai bordi della nuvola, in una zona più tranquilla, meno caotica e trafficata, con meno concorrenza da rintuzzare, si trovino in una situazione più favorevole per realizzare lo scopo della loro vita.
Invece no: esse sembrano ignorarsi; sembra che, attratte da un misterioso ed irresistibile richiamo, la loro prioritaria preoccupazione sia quella di tornare al centro della mischia brulicante.
E' proprio l'esistenza di questa pulsione a rientrare che rende stabile la nuvola e le consente di non disperdersi, una pulsione tanto più intensa quanto è maggiore la lontananza del singolo dal gruppo ed in grado di risultare, in casi estremi, prioritaria e più importante della stessa pulsione riproduttiva.
La situazione può essere descritta così:
a) Area centrale: la mischia, la pista da ballo. Qui prevalgono le danze e le parate sessuali; le traiettorie risultano irrequiete e disordinate.
b) Corona di mezzo: area degli ignavi, nelle balere si chiamava area della tappezzeria. Qui la pulsione sessuale è equilibrata dalla lontananza dal centro nevralgico, dalla mischia, dalla pista da ballo.
In questa area i maschi e le femmine hanno sospeso le parate sessuali, non si ignorano, ma sembrano riprendere fiato in attesa della situazione opportuna per rientrare nella grande nella mischia centrale.
c) Corona periferica: i maschi e le femmine si ignorano; la preoccupazione principale è il rientro. Bisogna assolutamente non perdere contatto col gruppo.
Naturalmente questa descrizione è stata edificata su un castello di proiezioni, ma non è questo ciò che conta:
quello che volevamo mostrare è che comunque vadano le cose, all'interno della nuvola delle Effimere non esista soltanto il percepirsi fra gli individui.
Infatti, per giustificare e garantire nel tempo l'integrità della nuvoletta (una stessa nuvola può durare parecchie ore), dobbiamo accettare che all'interno di questo percepirsi tra individui nasca una speciale sensibilità verso un punto collettivo e sovraindividuale, collocato al di fuori di ciascuno e posizionato in un posto speciale all'interno del gruppo.
Tale posto, che potremmo chiamare il baricentro del gruppo, deve essere posizionato necessariamente al di fuori di ciascun individuo e da tutti deve essere percepito e condiviso; ma non solo ciò: esso deve essere anche in grado di esercitare su ciascun individuo del gruppo un irresistibile richiamo, in modo che nessuno possa allontanarsi più di tanto dagli altri e la dimensione della nuvoletta venga mantenuta costantemente entro ragionevoli oscillazioni.
Ma cos'ha di speciale l'aver individuato la necessità e l'esistenza di questo posto particolare e la sua capacità di tenere aggregati gli individui del gruppo?
Ha di speciale che la nuvoletta delle Effimere, percepita nel suo complesso, può essere descritta, essa stessa, come un Organismo unitario formato di parti in relazione tra loro e coese da un "determinismo collettivo" in grado di mantenere costante un certo stato comune: è proprio questo Omeo-stato ciò che mantiene costante nel tempo (vivo, potremmo dire) l'organismo che noi percepiamo come nuvoletta.
Abbiamo già parlato di omeostati e di come essi possano, a buon diritto, essere definiti individui, unitari e vivi, ma (graziosamente proseguendo con le proiezioni) possiamo osservare che questo speciale ed effimero individuo che stiamo analizzando e che adesso possiamo anche battezzare "Nuvoletta", è primitivo, rudimentale e non sa certo di sapere di sè, ma, per quanto possa essere breve la sua vita, SA-DI-SE', e lo sa al suo interno (come risultato della interconnessione delle sue parti), e lo sa in un posto che non risulta neanche collocato da qualche parte. In ultima analisi "sa di sè" proprio in quel posto ove, dopo varie e complesse vicissitudini evolutive, prima o poi qualcuno comincerà a provare emozioni.

Mario Quaglia


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