Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Dicembre 1993 Pag. 3° Ada Cortese

Ada Cortese

 RICERCHE 

TEMPO E NON-TEMPO

Proprio come esistono animali preistorici, esistono forme coscienziali sopravvissute.

Tutto funziona come nelle gare ciclistiche ove i primi trascinano il gruppo ma da esso ne sono in un certo senso frenati. Ogni tanto qualcuno si stacca "in fuga" ma viene ripreso mentre qualchedunaltro si perde per strada e si ritira. Nessuno va alla stessa velocità ma "il gruppo" procede, statisticamente compatto, verso la sua meta.
Così, nel suo viaggio verso la "maggiore coscienza", l’uomo si muove nel tempo e nello spazio non solo materiali ma anche mentali.
Ogni individuo va ad una velocità diversa e può condividere la sua Weltanschauung soltanto con una "stretta" cerchia di suoi simili.
Se le velocità sono diverse, e le visioni del mondo pure (quindi anche i mondi! ) non c’è da stupirsi della difficoltà di comunicazione e di incontro. I tempi evolutivi sono diversi perchè diversa la velocità. Proprio come esistono animali preistorici, esistono forme coscienziali preistoriche (per esempio: la psicosi come vestigia bicamerale) e più semplicemente anche coscienze ferme a risposte esistenziali anacronistiche. D’altra parte Neanderthal ha convissuto lungamente con Cromagnon.
A questo proposito lasciamo parlare i sogni:

La sognatrice va a nuotare in piscina. Non si può più nuotare in mare perchè esso non esiste più. Ma quando giunge sul luogo s’accorge che le piscine sono tantissime e ciascuna corrisponde ad un’epoca storica. Molte sono le persone che nuotano nelle epoche passate, quasi deserta è la piscina del presente.

Alla sognatrice cade l’orologio in un tombino. Cerca di recuperarlo infilando la mano e, superando la repulsione per la melma che tocca, riesce a recuperare tre orologi e un fagottino infangato. Lo apre e scopre che si tratta del tesoro di famiglia che la nonna, in tempo di guerra, aveva arrotolato in un suo vecchio abito e lì nascosto onde difenderlo dal pericolo del saccheggio. La sognatrice porta a casa il tutto perchè dovrà essere ripartito tra gli eredi. Pensa comunque di rinunciare alla sua parte preferendo tenersi l’abito vecchio della nonna che ha preservato il tesoro!

In quale piscina la sognatrice deciderà di nuotare? Nei tempi vecchi ove, a quanto pare molta gente ancora nuota? Nuotare indica simbolicamente il movimento riflessivo.
Nuotare in piscine antiche significa semplicemente tenere in vita vecchi pensieri e un vecchio modo di produrre (falsa) conoscenza.
Anche nel secondo sogno si fa riferimento ai tempi diversi espressi dal ritrovamento dei tre orologi e lo stesso numero tre, simbolo del pensiero, ci avvisa che non si tratta di epoche storiche quanto i modi fondamentali di approcciare il tempo: il tempo "esterno", il tempo individuale, il tempo\non-tempo universale. Se nel primo sogno non sappiamo quale sarà la scelta della sognatrice, nel secondo purtroppo siamo testimoni del rifiuto che la sognatrice oppone alla responsabilità di custodire ed investire il patrimonio spirituale che l’umanità tutta (la sua famiglia) le ha lasciato in eredità preferendo ella gingillarsi con il vecchio e morto abito della nonna.
Esso rappresenta la coscienza e l’ego della nonna che, a loro volta, rimandano alle problematiche umane presenti nel suo passato tempo. In altre parole la sognatrice non vuole accorgersi che il tempo è passato, la coscienza è andata avanti; e così continua a tener vive problematiche che ai tempi della nonna avevano senso, tanto che attraverso il confronto con quelle problematiche la nonna aveva dato il suo contributo alla preservazione del tesoro umano. Il rifiuto della nipote a vivere il proprio presente condanna la nonna ad esser vissuta invano.
Le diverse Weltanschauungen portano a diverse interpretazioni del tempo. Galimberti cita tre definizioni di tempo: il tempo ciclico, il tempo progettuale e il tempo escatologico. Il primo corrisponde all’"eterno ritorno dell’eguale" di Nietzsche. "Nel ciclo ogni epoca non ha una finalità, ma semplicemente una fine.
Il finito è perfectum, perchè non lascia nulla fuori di sè. Con la sua fine raggiunge il suo fine" (energia ed entelechia aristotelica) .
E’ questo il tempo della natura.
Il secondo, rispetto al primo, è il tempo dell'individuo in ordine alle sue intenzioni, che, misurate sul tempo ciclico, altro non possono avere se non l’amaro sapore delle illusioni, "puro e semplice gioco" direbbe Nietzsche.
Il terzo tempo è l’eschaton. ek ed ex significano "fuori" nel "lontano" e "ultimo". E’ il tempo in cui si rivela tutto il fine di ciò che è apparso lungo il tempo.
"In versione religiosa è il tempo di Dio, in versione atea è il tempo dell’utopia e della rivoluzione ".
Nella rivoluzione la progettualità è dissolta nell’apocalisse (svelamento) dell’eschaton come rivelazione totale di quanto era stato finora celato, e inaugurazione di un mondo nuovo a partire dalla rivelazione avvenuta.
Allora, parafrasando ancora Galimberti, il tempo finisce col coincidere con la visione del mondo a cui aderisce il soggetto in virtù di un’epoca (visioni e rappresentazioni ereditate) che egli si trova ad "abitare". Certo, l’abitazione viene prima della nuova costruzione ma è pur vero che è parte della natura umana la creazione e la costruzione, ossia il lavoro.
Niente di assoluto da nessuna parte per l’uomo se non porsi nelle condizioni per "scegliere" il tempo da abitare.
Niente di assoluto se non amare infinitamente la coscienza e alimentarla per dilatarla al massimo, perchè si faccia autopercezione dell’universale. Solo così sarebbe restituito ad ogni essere umano il tempo che gli spetta e la sua vera identità.
Bibliografia:
F.Nietzsche "La nascita della tragedia", Adelphi; U.Galimberti "Gli equivoci dell'anima" Feltrinelli; A.Cortese "Identità e tempo" GEA.

Ada Cortese


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